LIBRERÍA ANTIQUARIA PREGLIASCO

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cervantesCERVANTES, Miguel de. L’ingegnoso cittadino Don Chisciotte della Mancia. Et hora nuovamente tradotto con fedeltà e chiarezza, di Spagnuolo, in Italiano. Da Lorenzo Franciosini Fiorentino… Venetia, appresso Andrea Baba 1622, € 29.000
in 8vo, 11 unnumbered. leaves, pp. 699, bound in contemporary vellum. First Italian translation, and the first written in any language of one of the masterpieces or world’s literature, by the Florentine scholar Lorenzo Franciosini, who already wrote a Spanish grammar and dictionary for Italians .In the preface he explain s he translated only the prose, leaving the occasional verses unmodified, as this would not have prevented readability. This 1622 edition included only the first half of the text, as the second half was published only in 1625, together with the first half with the verses translated by Adimari. According to Jervas, Thomas Shelton used Franciosini manuscript for his famous 1612 English translation (the first published in any language), instead of the original Spanish. Some cases of self-censorship can be found in Franciosini’s translation, as for “frayles” (friars), that was changed into “medici” (doctors), in the sequence where some friars beat up Sancho, to avoid hurting the Church. Very rare edition, both in commerce and in libraries. Givanel reports 7 copies: Bibl.de la Catalunya; B.Nacional de Madrid; Bibl.National de Paris, British Library, Bibl.Nacional la Plata, Bibl.Marciana, Hispanic Society (Usa). An eighth copy is in Yale. No sale recorded in las t 50 years. A fine copy, with wide margins; small damp-stain on title page. Rius, I, 779. J. Givanel, Catalogo de la Colecciòn Cervantina Barcelona 1941. Del Rio n. 419. Palau II p.171.

RetouteREDOUTÉ, Pierre-Joseph. Douze bouquets dessinés et composés par P.J. Redouté, litographiés par A. Prénast et Pointel du Partail. Paris et New York, C. Schroth et Bailly Ward Co.(1835), € 40.000
in-folio (mm 340x255), serie di 12 litografie abilmente dipinte da mano dell'epoca (numerate da 37 a 48) "Peint par P.J. Redouté", "Lith. par Pointel du Portail". Legatura in marocchino granata con inserto a medaglione in marocchino verde al centro dei piatti in cui è impresso in oro il titolo dell'opera; ricche bordure ai piatti e dentelle interne (firmata "the Studio Bindery"), sguardie in seta. Al centro del contropiatto anteriore è inserito un disegno originale su carta acquerellato e firmato a lapis "R.J. Redouté" (mm 115x175). Quarta parte della rarissima serie di 60 complessive litografie, suddivise in cinque gruppi di 12 bouquets: tutti i fogli sono timbrati a secco nel margine inferiore con monogramma "C.S." (C. Schroth) e presentano una inusuale selezione di fiori. Sconosciuta ai principali repertori bibliografici. La data di composizione si può desumere dalla parte finale della prima e seconda serie: disegnati negli ultimi anni di attività di quello che venne definito il "Raffaello dei Fiori", probabilmente la realizzazione è del 1830; a causa delle difficili condizioni economiche il Redouté però dovette affidare la stampa delle litografie a Schroth, che non le pubblicò che nel 1835, commercializzandole in "Cahiers" separati. Redouté (1759–1840) fu celebre pittore e botanico francese, lavorò per la corte, ove godette della protezione di Maria Antonietta e poi di Joséphine de Beauharnais; collaborò con i più grandi botanici del suo tempo. Esemplare perfetto.